Qui o quì? Qui si scrive senza l’accento!

Molti scrivono il qui con l’accento (quì), ma in realtà si tratta di un errore di ortografia. Probabilmente sono indotti a farlo per somiglianza con il suo contrario, il , che invece vuole l’accento. Ma vediamo in dettaglio perché scrivere “quì” è sbagliato e perché bisogna togliere l’accento.

Un confronto con il lì

Qui è un avverbio che significa principalmente “in questo luogo, vicino a chi parla”. Al contrario, vuol dire “in quel luogo, lontano da chi parla”. Benché concettualmente e graficamente qui e si assomiglino, l’accento non si deve mettere su entrambi.
L’avverbio lì necessita dell’accento, per permettere di distinguerlo facilmente dal pronome personale li. Ecco degli esempi:

  • Guarda che bel gattino! ( è avverbio di luogo)
  • Matteo e Giulia? Li ho visti ieri mattina all’università. (li è pronome personale = loro)

Un caso simile si è già trattato parlando della differenza tra il pronome si e l’avverbio : per approfondire, vedi l’articolo Sì con l’accento o si senza accento?.

Ma il qui non ha “gemelli” dal significato diverso: non serve mettere l’accento per distinguerlo da altre parole scritte allo stesso modo.

Qui sempre senza l’accento

Non serve aggiungere altro. Semplicemente il qui non si scrive mai con l’accento. Possiamo vedere anche degli esempi:

  • Qui ho ancora molto da fare: rimandiamo a domani il torneo di scacchi.
  • Ti lascio qui la cena per stasera.
  • Vieni subito qui!
  • A: È lì sulla tua scrivania la mia penna? B: Sì, è qui. Te la porto subito.
Qui Treccani
La voce qui nel dizionario di Treccani.

Una volta si scriveva anche quì (con l’accento)

Treccani (in questa pagina) ci spiega:

QUI O QUÌ?

La grafia corretta di questo avverbio di luogo è qui, senza accento. Tranne nei pochi casi in cui è necessario distinguerli da forme omofone, i monosillabi vanno scritti senza l’accento grafico.

STORIA

Fino alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento era diffusa anche la forma accentata

Quì la bramata pace, ed il riposo / lieto godrai (G. Leopardi, Poesie giovanili)

Quì però, del nemico, non si scorge che l’arme (C. Dossi, La desinenza in A).

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