Città della Dalmazia: da Zara a Spalato

Città della Dalmazia: da Zara a Spalato

Un po’ di storia della Dalmazia

Chi erano i Dalmati? Erano una delle tribù illiriche, arrivata sulla costa dall’interno, prima che i Greci di Siracusa lì fondassero le loro colonie. La loro capitale era Delminio, in seguito distrutta dai Romani (155 a.C.). Questi ultimi avevano inviato spedizioni militari contro i Dalmati fin dal III secolo a.C., per combattere la pirateria. Sotto Ottaviano, la Dalmazia divenne una provincia senatoria (33 a.C.). Successivamente, Tiberio la trasformò in provincia imperiale (22 a.C.).

Anche la Dalmazia fu colpita dalle invasioni barbariche, in particolare da parte dei Goti e degli Unni.

Carlo Magno assegnò a Bisanzio le città costiere della Dalmazia in occasione del patto con Niceforo (pace di Aquisgrana del 803).

Dal IX al XVIII secolo la Dalmazia fu dominata da Venezia, che poté espandere qui la sua influenza, perché fu richiesta dagli stessi Dalmati contro i pirati. Sotto la Serenissima, le città dalmate mantennero una certa autonomia cittadina, la nobiltà locale fu coinvolta nel governo delle terre mediorientali e ci fu un benessere diffuso: ciò fece sì che la presenza veneziana fosse gradita. L’impronta di Venezia è ancora oggi ben visibile nell’architettura, nell’arte, nella lingua e nei costumi dalmati.

Caduta la Serenissima, la Dalmazia fu aggregata da Napoleone al Regno d’Italia.

Regno d'Italia napoleonico
Il Regno d’Italia napoleonico nel 1807. Mappa ‘Central Europe: Wars of the Third Coalition 1805-7’; from ‘Cambridge Modern History Atlas’, 1912.

Dopo la breve dominazione francese, ci fu il governo austriaco, che durò fino alla Prima guerra mondiale, cioè fino a quando la Dalmazia venne assegnata alla Monarchia di Belgrado. Fecero eccezione Zara e Lagosta, politicamente dipendenti dall’Italia (trattato di Rapallo).

La Dalmazia, dopo la Seconda guerra mondiale, face parte della Jugoslavia di Tito. Da questo momento, aumentò l’esodo degli Italiani, iniziato in precedenza già con l’annessione al Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni.

Ma quali sono le tracce delle antiche città romane?

Quali sono le impronte lasciate da Venezia?

Come sono cambiate le città dalmate negli ultimi mille anni?

Per rispondere a queste domande, qui di seguito vengono descritti alcuni centri croati in una breve rassegna.

Zara

Zara è una città portuale posta su un promontorio circondato dal mare. Già punto di riferimento per le popolazioni illiriche, la città risale al X secolo a.C. (quindi è più antica di Roma).

A Zara ci sono testimonianze archeologiche della città romana, ma le tracce veneziane sono quelle più evidenti (vedi i leoni marciani sulle facciate dei palazzi). Prima dell’arrivo della Serenissima, Zara era alleata degli Ungheresi; ma partire dal 1409, con la dedizione, essa divenne fedelissima a Venezia. Il re di Napoli e d’Ungheria Ladislao d’Angiò, infatti, la vendette per 100 mila ducati, perché non era più in grado di controllare la regione.

Attrazioni di Zara

Ecco un elenco di luoghi e monumenti che si possono visitare a Zara:

  • Foro romano;
  • Chiesa bizantina di San Donato (IX secolo) a pianta circolare;
  • Chiesa veneziana di Santa Maria;
Zara
Foro romano, chiesa di San Donato, chiesa di Santa Maria.
  • Duomo romanico di Sant’Anastasia (XII secolo, periodo veneziano), la cattedrale più grande di tutta la Dalmazia;
  • Chiesa di San Crisogono (veneziana);
  • Chiesa di San Simeone (veneziana);
  • Piazza dei Signori e Loggia della Gran Guardia;
Piazza dei Signori
Piazza dei Signori e Loggia della Gran Guardia
  • Palazzo e torre del Capitanio;
  • Piazza delle Erbe, dove c’è una colonna detta “infame”, perché vi venivano legati i malfattori per la fustigazione;
  • Porta di San Crisogono;
  • Porta di Terraferma (del 1543, periodo veneziano), con un gruppo scultoreo, che è anche lo stemma di Zara;
  • Porta Marina (del 1573, periodo veneziano);
  • Organo marino Morke Orgulje, che si presenta come una serie di gradini bagnati dal mare, le cui onde creano dei suoni passando attraverso a delle canne forate;
  • Rotonda luminosa chiamata “saluto al sole”, vicino all’organo, che di notte si illumina.

Al largo di Zara, ci sono svariate isole, tra cui le Incoronate, che in parte sono diventate un Parco Nazionale.

Isole Incoronate
Isole Incoronate

Sebenico

Posizionata dentro a un fiordo, Sebenico è una delle città più belle della Dalmazia.

È stata, a fasi alterne, sia alleata di Venezia, sia degli Ungheresi.

A Sebenico nacque Niccolò Tommaseo, uno dei protagonisti del Risorgimento: letterato, patriota, ministro della Pubblica istruzione nella Repubblica di San Marco di Daniele Manin (1848-49).

Attrazioni di Sebenico

Ecco un elenco di luoghi e monumenti da visitare a Sebenico:

  • Loggia veneziana;
  • Cattedrale di San Giacomo, la cui costruzione è iniziata nel 1431 ed è durata per più di un secolo, domina il centro storico e svetta sopra la foce del Cherca. Lo stile della cattedrale è il gotico veneziano, a cui si è aggiunto quello rinascimentale. Davanti alla Cattedrale si erge la statua dell’architetto che la progettò, Juraj Dalmatinac;
  • Palazzo del Vescovo (1436-1441), con due portali di stile diverso (uno tardo gotico, l’altro rinascimentale), è situato a ridosso della Cattedrale;
  • Palazzo del Conte, separato dal Palazzo del Vescovo tramite la Porta Marina;

Quattro fortezze veneziane a Sebenico

Tra le attrazioni di Sebenico si annoverano ben quattro fortezze del periodo veneziano:

  • Fortezza di San Michele (o Castello di Sant’Anna), situata a un’altezza di 60 metri, è la più antica di Sebenico, menzionata per la prima volta nell’XI secolo;
  • Forte di San Giovanni (1646), di forma stellare, è situato su un colle all’altezza di 115 metri al di sopra del nucleo antico, fu progettato dall’architetto veneziano Antonio Leni per la difesa dai Turchi e fu costruito in soli 45 giorni, perché anche i cittadini aiutarono a edificarlo;
  • Fortezza Barone o in croato Šubićevac (1646), situata a 80 metri sopra il livello del mare, fu costruita contemporaneamente a quella di San Giovanni in meno di due mesi; portò a lungo il nome dal Barone von Degenfeld, un comandante veneziano di origine tedesca;
  • Fortezza di San Nicola (metà del XI secolo), di forma triangolare, situata all’ingresso del canale di Sant’Antonio.

Vicino a Sebenico c’è il Parco Nazionale del fiume Cherca.

Traù

Traù fu fondata su un’isola nel 380 a.C. dai Greci-siracusani di Lissa. Nel 1076 divenne alleata di Venezia. Dopo il dominio ungherese e quello bosniaco, tornò veneziana nel 1420.

È chiamata “piccola Venezia” e dal 1997 la città è un bene Unesco.

Attrazioni di Traù

  • Cattedrale romanica di San Lorenzo (XII-XV secolo) e campanile in stile gotico veneziano;
  • Loggia veneziana, dove in passato si amministrava la giustizia;
  • Porta di Terraferma, porta ad arco del XVII secolo;
  • Riva, una bella passeggiata ricca di caffè e gelaterie.
Traù
Traù

Salona

Salona è il sito archeologico più importante della Croazia, costituito dalle rovine di una città romana di 60.000 abitanti, abbandonate in mezzo alla campagna.

In origine era uno dei centri più importanti della tribù illirica dei Dalmati. In seguito divenne la capitale della provincia romana della Dalmatia e restò tale fino a quando cadde in mano slava e fu rasa al suolo (614). L’imperatore romano Diocleziano (244-313) era nato in questa zona, a Dioclea; nelle vicinanze di Salona aveva fatto costruire un palazzo (palatium), dove si ritirò negli ultimi anni della sua vita: lì, dopo tre secoli, si rifugiarono i sopravvissuti di Salona, fondando la città di Spalato (Spalatum).

Salona
Salona

Spalato

Spalato è una grande città portuale collocata su una penisola.

In questo luogo inizialmente abitavano delle tribù illiriche; più tardi la zona fu colonizzata prima dai Greci, poi dai Romani. I fuggiaschi di Salona (vedi supra) costruirono qui la loro nuova città, edificandola attorno alle rovine del palazzo di Diocleziano.

In seguito Spalato fu dominata da Venezia.

Principali attrazioni di Spalato

  • Palazzo di Diocleziano, comprese le mura e le torri (ne restano 3 di 16), il mausoleo romano, il tempio di Giove;
  • Cattedrale di San Doimo, all’interno del Palazzo di Diocleziano;
  • Museo archeologico;
  • Riva.
Spalato
Spalato

La Dalmazia non termina con la città di Spalato, bensì si estende fino al confine tra il Montenegro e l’Albania. Vedi anche l’articolo: Città della Dalmazia: Almissa, Ragusa e le Bocche di Cattaro.

Coloro che intendano visitare la Dalmazia, trovano informazioni molto utili nel sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (per esempio sui documenti, sulla sicurezza e sulla mobilità).

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