Città della Dalmazia: Almissa, Ragusa e le Bocche di Cattaro

Il presente articolo è a tutti gli effetti una seconda parte, una continuazione di un altro testo a cui si rimanda, se ancora non è stato letto, perché contiene anche un paragrafo introduttivo sulla storia della Dalmazia. Sarebbe ridondante (e scomodo per i lettori che hanno già visto la prima parte) iniziare di nuovo con il profilo storico, quindi mi limito a lasciare il collegamento al precedente articolo: Città della Dalmazia: da Zara a Spalato. La rassegna dei centri croati localizzati nella regione storica della Dalmazia si era interrotta con la città di Spalato: si riprende da qui, partendo dalla vicina Almissa, passando per Ragusa (ormai conosciuta quasi esclusivamente con il nome di Dubrovnik), infine sconfinando nel Montenegro, dove si trovano le spettacolari Bocche di Cattaro.

Almissa

Almissa è una città marinara sulla foce del fiume Cetina, molto vicina a Spalato.

Le testimonianze archeologiche hanno confermato che Almissa fu un centro illirico e, successivamente, romano.

Durante il Medioevo, Almissa è stata a lungo un rifugio dei pirati Narentani, che erano considerati tra i più pericolosi di tutto il Mediterraneo e che crearono problemi sia alle città dalmate, sia alla flotta della Serenissima.

Nel 1444, però, i pirati furono sconfitti da Venezia, che si impossessò della città e ne mantenne il controllo fino all’arrivo di Napoleone (1797).

Con il Congresso di Vienna (1815) Almissa entrò a far parte dell’Impero austriaco. Dopo la Prima guerra mondiale fu annessa prima al Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, poi alla Jugoslavia, infine alla Repubblica della Croazia.

Almissa
Almissa

Oggi Almissa è una meta turistica molto gettonata soprattutto per la balneazione, viste le spiagge sabbiose, e le attività sportive, come l’arrampicata, il rafting e canyoning. Non mancano, però, i monumenti storici.

Tra le attrazioni storiche di Almissa si segnalano in particolare:

  • la chiesa di San Michele del XVII secolo nel centro della città vecchia;
  • la fortezza Mirabella del XIII secolo, che si raggiunge salendo la scalinata accanto alla chiesa di San Michele. Da qui si gode di una bella vista sulla città e sulla foce;
  • il monastero francescano;
  • la fortezza Starigrad (Fortica) del XV secolo, che si trova sulla cima della montagna dietro la città vecchia.

Per approfondire su Almissa: https://www.vacanzecroazia24.com/omis-citta-dei-pirati/

Ragusa

Il nome originario era Lausa (rupe), poi mutato in Rausa e Ragusa: la città, infatti, fu fondata su un’isola rocciosa, separata dalla terraferma soltanto da uno stretto canale. La fondazione fu opera dei fuggitivi greci e latini di Epidaurus, quando quest’ultima venne distrutta dagli Avari e dagli Slavi (614).

Dotata di possenti mura, riuscì a resistere per quindici mesi agli attacchi saraceni (IX secolo). Le mura di Ragusa, ancora oggi intatte, sono celebri in tutto il mondo.

Prima del 1222, Ragusa dipendeva formalmente da Bisanzio, ma vantava comunque un’ampia autonomia. Divenne una Repubblica marinara forte che poteva fregiarsi di possedere una flotta potente, al punto da riuscire a mettere in difficoltà la Serenissima nel dominio commerciale dell’Adriatico.

Nel 1222, però, Ragusa dovette cedere alle pressioni di Venezia firmando l’Atto di Dedizione. Dopo circa un secolo, passò sotto gli Ungheresi, ma vi restò per poco tempo, una cinquantina di anni. Nel 1358, infatti, si proclamò libera repubblica, restando tale sino al 1808, anno in cui iniziò il dominio napoleonico.

Visitare Ragusa

Ragusa si può visitare passeggiando per i vicoli del centro storico e sulle mura.

Le principali attrazioni nel centro storico di Ragusa sono:

  • la cinta muraria comprensiva di 15 fortezze e 5 bastioni. È necessario acquistare il biglietto d’ingresso, che comprende la visita alla fortezza di Lovrijenac. Il percorso ad anello richiede un’ora, alla quale bisogna aggiungere il tempo delle soste per ammirare gli scorci che esso offre. Qui si possono riconoscere alcuni dei luoghi della città di Approdo del Re nella serie de “Il trono di spade”.
Mura di Ragusa
Mura di Ragusa

 

  • la Porta Pile, ovvero l’accesso alle mura cittadine;
  • lo Stradùn, lo stradone alla veneziana, la via principale della città;
  • il Monastero francescano del XIV secolo. Al suo interno si trova una farmacia del 1317 e ancora oggi in funzione, che potrebbe essere la più antica d’Europa.
  • il Monastero domenicano del XV secolo;
  • la fontana di Onofrio;
  • la Cattedrale barocca, la cui struttura più antica risale al 1192, quando fu donata da Riccardo Cuor di Leone;
Cattedrale di Ragusa
Cattedrale di Ragusa

 

  • la chiesa di San Biagio, il patrono di Ragusa;
  • il Palazzo Sponza, che è un edificio cinquecentesco;
  • il Palazzo del Rettore (XV secolo), cioè la sede del governo ai tempi della Repubblica di Ragusa, caratterizzato da elementi stilistici sia rinascimentali, sia gotici, sia barocchi.

Qui di seguito, un video con alcune delle attrazioni appena elencate.

Al di fuori delle mura si visita anche il Museo etnografico Rupe, che ha sede nel vecchio granaio della città.

Ragusa si può ammirare anche dall’alto, dalla cima del monte Srd, prendendo una funicolare nelle vicinanze delle antiche mura.

Qui un video suggestivo sulla funivia:

Si può salire anche con la propria automobile o a piedi (possibilità da considerare, se si vuole risparmiare, visto il costo). La funicolare ci impiega pochi minuti (circa 5); in alta stagione possono esserci lunghe code per prenderla. In cima ci sono un ristorante e il Forte Imperiale, il quale ha oggi al suo interno un museo sulla recente guerra. Chi ci è stato, consiglia di andarci nell’ora del tramonto, magari per un aperitivo. La funivia non funziona se c’è troppo vento.

Video sulla città e la costa di Ragusa:

Bocche di Cattaro (Montenegro)

Le Bocche di Cattaro rappresentano una serie di quattro insenature del mar Adriatico nel Montenegro. Vista la loro conformazione, sono state un’importante base navale per la Serenissima e per l’Impero Austro-ungarico.

Castelnuovo di Cattaro

Castelnuovo è una cittadina collocata all’ingresso delle Bocche di Cattaro, la cui fondazione avvenne in tempi piuttosto recenti, ossia nel 1382, con il nome di Santo Stefano. Proprio perché era “nuova” rispetto alle altre città adriatiche, ben presto fu chiamata coi nomi di Castrum Novum, Castel Nuovo e Herceg Novi. Fu conquistata dai Turchi nel 1482. Dopo un assedio (1687), fu governata dalla Repubblica di Venezia.

Adatta per una sosta, si possono visitare la fortezza turca, la chiesa di San Girolamo e il centro storico.

Per approfondire:

Perasto

Perasto oggi è un paese piuttosto piccolo.

Ai tempi della Serenissima, di cui era una fedele alleata, era un centro di maggiore importanza.

Le attrazioni da vedere a Perasto, senza fermarsi troppo a lungo, sono: il centro storico, il duomo di San Nicola e il porticciolo.

Cattaro

Cattaro è una cittadina marinara incastonata tra le montagne delle Bocche omonime; ha origini antiche (romane) e a lungo (per quasi quattrocento anni) è stata veneziana. Rappresenta perciò un perfetto connubio tra il fascino della storia e le meraviglie della natura. Passeggiando per Cattaro, si riconosce l’impronta veneziana nell’architettura.

Tra le attrazioni di Cattaro si segnalano in particolare:

  • la Torre dell’orologio (XVII secolo) sulla piazza principale;
  • la cattedrale romanica di San Trifone (XII secolo);
  • la Città Vecchia, salendo lungo il pendio retrostante la città “nuova” in direzione della chiesetta cristiana Sveti Jovan;
  • la fortezza e le cinte murarie, che si arrampicano sulla montagna.

Altre informazioni qui: https://www.ilturista.info/guide.php?cat1=4&cat2=27&cat3=5&lan=ita

Mappa di Cattaro
Mappa di Cattaro

Parco nazionale Lovćen

Il Parco prende il nome dal monte Lovćen, la cui vetta raggiunge i 1749 metri sul livello del mare. Dalla cima si può godere di un panorama mozzafiato sulle Bocche di Cattaro. Un modo per raggiungerla è prendere la strada asfaltata a serpentina, a cui si arriva partendo da Cattaro (Kotor Serpentine). Proseguendo verso la cima, si arriva a un parcheggio, dove si può lasciare il proprio mezzo di trasporto. Da qui, salendo 461 scalini si accede a un mausoleo dedicato al poeta e principe vescovo montenegrino Petar Petrovic Njegos (1813-1851), da cui si gode di un’ottima vista. Nel mausoleo vi è una suggestiva cappella, all’interno della quale spiccano le statue in granito di due donne montenegrine, posizionate come le cariatidi.

Kotor Serpentine
Kotor Serpentine

Per approfondire:

Vedi anche l’articolo Città della Dalmazia: da Zara a Spalato.

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