Le case veneziane di Capodistria (Slovenia)

Le case veneziane di Capodistria (Slovenia)

Capodistria (in sloveno Koper) è una citta portuale non molto lontana da Trieste, da cui dista circa una ventina di chilometri. Non è molto grande, anzi il centro storico (inclusi i musei) si può visitare in mezza giornata.

Passeggiando per le vie antiche, che sono calli strette come quelle veneziane, allo sguardo attento non sfuggono certamente i numerosi leoni marciani, le frequenti finestre archiacute e i sottoportici. Benché il passaggio di Napoleone abbia sancito la fine della dominazione veneziana su Capodistria (1797), restano comunque tracce evidenti di un periodo storico positivo per la città, che non va dimenticato.

Leone marciano - © Pamela Tedesco
Leone marciano dei Totto

Capodistria veneziana

Il dominio di Venezia su Capodistria durò più di cinque secoli (dal 1279 al 1797), ma le due città intrattenevano rapporti da molto tempo prima, cioè almeno dal 932, anno in cui Giustinopoli (il primo nome medievale di Capodistria) ottenne la protezione della flotta veneziana. Considerata la sua posizione strategica, Giustinopoli era molto importante per la Serenissima, come porto e dunque luogo di passaggio per i traffici con l’entroterra istriano. Per questo il nome della città cambiò in Caput Histria, Capo d’Istria, Capodistria.

Fontana da Ponte - © Pamela Tedesco
Fontana da Ponte

L’influenza di Venezia su Capodistria coinvolse ogni ambito culturale, dall’architettura alla lingua, dalle istituzioni culturali e cavalleresche ai mercati, dalle giostre alle regate, e così via. Per esempio, nel 1754, si svolse una regata in stile veneziano, ricordata soprattutto per lo sfarzo:

Sul Belvedere un palco ornato accoglieva nobili e magistrati, all’intorno s’erano eretti altri palchi minori e improvvisate botteghe da caffè; dappertutto tende, festoni; sulle finestre, sui muriccioli, sui tetti, grappoli di gente curiosa, pittoresca nella varietà degli abbigliamenti festivi; il bel golfo limitato dalle verdeggianti colline d’oltra, tempestato di barche, di bissone, di zattere tutte fantasticamente ornate di drappi, di padiglioni di damasco, di statue e pitture; da una si levavano i concerti di un’orchestrina, da un’altra, ridotta a uccelliera, il gorgheggio di cento uccelletti. […] Cessata la gara […] il corteo dei nobili s’avviava al Palazzo; ve li attendeva un banchetto, per il quale il podestà Pietro Dolfin aveva procacciato le più squisite vivande, e dopo cena si danzò a lungo.
(Ziliotto 1910)

Come furono i rapporti con Venezia? Quali sono i momenti principali della storia di Capodistria durante il dominio veneziano? In quale lingua si parlava e quando si è diffuso il dialetto istro-veneto? Approfondisci questi argomenti, leggendo il seguente articolo: Capodistria veneziana: ieri e oggi in «Storiadelmondo» 83 (15.12.2016).

Architettura veneziana a Capodistria

Tra gli edifici pubblici di epoca veneziana che sono rimasti in piedi, si segnalano:

  • il Duomo (Cattedrale dell’Assunta e di San Nazario), innalzato già nel XII secolo in stile romanico, poi restaurato con elementi gotici e rinascimentali;
  • il Palazzo Pretorio, affacciato sulla Piazza del Duomo fin dal XIII secolo, ma l’edificio attuale in stile gotico veneziano risale al XV secolo;
Palazzo Pretorio - © Pamela Tedesco
Palazzo Pretorio
  • la Loggia della seconda metà del XV secolo, adornata di quattro stemmi di podestà veneti e da un leone marciano;
  • la Porta della Muda in stile rinascimentale, edificata nel XVI secolo, oggi l’unica ancora in piedi di dodici originarie;
  • la Fontana Da Ponte, costruita nel XV secolo, poi restaurata dal podestà Lorenzo Da Ponte nel XVII secolo secondo lo stile barocco; essa riproduce il ponte delle Guglie nel sestiere di Cannaregio, a Venezia;
  • il Fontego, il fondaco per la raccolta delle riserve alimentari da distribuire ai cittadini nei momenti di carestia; l’edificio attuale in stile gotico veneziano risale al 1392; le due finestre del 1529 al piano terreno sono invece lombardesche, secondo uno stile che fu impiegato anche a Venezia in quegli anni.
Dettaglio del Fontego - © Pamela Tedesco
Dettaglio del Fontego

Le case veneziane di Capodistria

Tra le abitazioni private, invece, si segnalano alcune case che conservano elementi dell’antica architettura gotica veneziana:

la Casa Percauz nella calle delle Saline, del XIII secolo;

Casa Percauz - © Pamela Tedesco
Casa Percauz

il Palazzo Gortan nell’omonima piazza, del XV secolo;

Palazzo Gortan - © Pamela Tedesco
Palazzo Gortan

la Casa Galli nella Calegaria, del XV secolo;

Casa Galli - © Pamela Tedesco
Casa Galli

la Casa Favento-Guzzi in via delle Mura, della prima metà del XV secolo;

Casa Favento Guzzi - © Pamela Tedesco
Casa Favento Guzzi

le case di Piazza Gramsci, del XIV secolo;

Casa in Piazza Gramsci - © Pamela Tedesco
Casa in Piazza Gramsci

le case di Piazza dei Pescatori, del XIV secolo;

Dettaglio di casa in Piazza Pescatori - © Pamela Tedesco
Dettaglio di casa in Piazza Pescatori

la Casa in cui visse Benedetto Carpaccio, figlio del noto pittore Vittore, del XIV secolo.

Casa Carpaccio - © Pamela Tedesco
Casa Carpaccio

L’elenco potrebbe continuare ancora con altri esempi di case dalle finestre archiacute in stile gotico veneziano.

Bibliografia

A. Cherini – P. Grio, Bassorilievi araldici ed epigrafi di Capodistria dalle origini al 1945, Trieste 2001.

S. Štefanac (a cura di), Diocesis Justinopolitana: l’arte gotica nel territorio di Capodistria, Capodistria 2000.

P. Scandaletti, Storia dell’Istria e della Dalmazia, Pordenone 2013, 65-93.

F. Semi, Capris Iustinopolis Capodistria, Trieste 1975.

B. Ziliotto, Capodistria, Trieste 1910.


Lettura consigliata

Come furono i rapporti tra Capodistria e Venezia?
Quali sono i momenti principali della storia di Capodistria durante il dominio veneziano?
In quale lingua si parlava e quando si è diffuso il dialetto istro-veneto?

Approfondisci questi argomenti, leggendo il seguente articolo:
Capodistria veneziana: ieri e oggi in «Storiadelmondo» 83 (15.12.2016).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *