Il capitolo francese di Trieste: dal 1797 al 1813

Non tutti conoscono un capitolo curioso della storia di Trieste, ossia quello delle occupazioni francesi. Quando si parla della città nel Settecento e nell’Ottocento, quasi sempre ci si riferisce alla Trieste asburgica, dimenticando che ci sono state le parentesi napoleoniche. Quanti si sono soffermati a leggere la targa dedicata a Napoleone in centro città a due passi da Piazza Unità? Quanti si sono accorti delle palle di cannone conficcate nelle facciate di alcuni palazzi e rimaste ancora lì per ricordare proprio il periodo della dominazione francese?

Palle dei cannoni francesi sulla facciata del Teatro Verdi - © Pamela Tedesco
Palle dei cannoni francesi sulla facciata del Teatro Verdi

Trieste dal 1719 al 1797: il porto franco

A partire dal 1719 Trieste è un porto franco, quindi gode di alcuni privilegi economici, come la libertà di esercitare il commercio e l’industria, oppure l’esenzione dalle imposte. Questo status speciale attira molti stranieri: a Trieste arrivano sia grandi imprese commerciali, sia piccoli imprenditori. La borghesia, così, diventa la nuova protagonista della città, a discapito della nobiltà storica che progressivamente si impoverisce ed entra in crisi, non essendo in grado di produrre, né di assorbire capitale. Trieste, in concorrenza con la vicina Venezia, diventa anche il nuovo polo d’attrazione per i mercanti dell’Istria veneta e per la forza lavoro del Friuli.

Veduta pittorica della città di Trieste, aquerello, fine del Settecento
Veduta pittorica della città di Trieste, aquerello, fine del Settecento. Fondazione Giovanni Scaramangà di Altomonte, Trieste, n.inv. 187 a.

Cresce il numero degli abitanti e aumenta la varietà etnica e nazionale. Ma l’italianità è prevalente, anzi viene rafforzata grazie a un processo di amalgamazione etnica. D’altronde l’italiano, da secoli, è la lingua franca, cioè la lingua d’uso nei traffici.

Trieste francese dal 1797 al 1813

Trieste, tra il 1797 e il 1813, prima subisce due occupazioni militari da parte della Francia, poi viene aggregata all’Impero napoleonico.

La prima occupazione francese

La prima occupazione francese è di breve durata, infatti dura da marzo a maggio del 1797, e corrisponde alla fase finale della prima campagna d’Italia.

Che cos’è la prima campagna d’Italia?
Nel 1796 i Francesi radunarono l’Armata d’Italia, che doveva attaccare l’Austria strappandole il Piemonte e la Lombardia. Il comando di questa armata fu affidato al generale Napoleone Bonaparte. La campagna d’Italia durò dall’aprile del 1796 all’ottobre del 1797, periodo durante il quale i Francesi conquistarono il Piemonte e la Lombardia, ma anche il Veneto, l’Emilia e la Romagna. La campagna si concluse con il trattato di Campoformio, con il quale l’Austria riconosceva l’egemonia francese sulla Lombardia e sull’Emilia, ma si riprendeva il Veneto. Nel 1797 la Repubblica di Venezia cessò di esistere.

Parte della popolazione fugge prima dell’arrivo delle truppe. Chi è restato, è pronto a una sollevazione popolare antifrancese. Infatti, come ricorda lo storico Elio Apih, «Trieste odiava la guerra che minacciava i commerci, le accumulate ricchezze e il buon ordinamento sociale, e aveva in onore il giacobinismo che irrideva alle convenzioni e alle tradizioni su cui poggiava il temperato illuminismo asburgico». Alla componente filoaustriaca, però, si oppongono alcuni, come la comunità ebraica mercantile che assume una posizione filorivoluzionaria e filofrancese.

Targa di Napoleone - © Pamela Tedesco
Targa di Napoleone

Napoleone chiede un’ingente quantità di contribuzioni belliche, che provoca un innalzamento delle imposte. D’altra parte viene dichiarata la libertà di commercio con tutti i Paesi non in guerra con la Francia, sono confermati tutti i magistrati e i codici austriaci, inoltre è garantita la libertà di culto. L’occupazione napoleonica è sopportabile, così alla fine del mese di marzo molti fuggitivi rientrano in città.

Napoleone visita di persona Trieste il 29 aprile, come ricorda una lapide. Nel suo rapporto inviato al Direttorio, prima di entrare in città, scrive: «Sono a Trieste, non solo per ragioni militari, ma per il desiderio di comprendere le sue ricchezze e per la curiosità di vedere il suo porto».

Dov’è la lapide di Napoleone?
La lapide è stata collocata in via Pozzo del Mare nr. 1 sulla facciata del palazzo Brigido. Qui Napoleone Bonaparte trascorse la notte tra il 29 e il 30 aprile 1797.

Palazzo Brigido con la targa di Napoleone - © Pamela Tedesco
Palazzo Brigido con la targa di Napoleone

Con il trattato di Campoformio (17 ottobre 1797) Napoleone cede Trieste all’Austria. Già a maggio, però, le truppe francesi avevano lasciato la città secondo gli accordi di Leoben.

La seconda occupazione francese

La seconda occupazione francese dura un po’ più della prima, ma comunque pochi mesi, ossia da dicembre 1805 a marzo 1806, durante la guerra della terza coalizione.

Anche se le due occupazioni sono molto brevi, per Trieste si apre una fase di rottura e di mutamento. Le idee democratiche, infatti, iniziano a diffondersi, mentre matura l’identità italiana.

Quando è nata l’idea di nazione?
Un articolo di approfondimento qui: Quando è nata l’idea di nazione

Così, attorno al 1808, a Trieste esistono tre orientamenti: il tradizionale filoasburgismo, il partito franco-italico e quello anglo-russo.

Trieste nell’Impero napoleonico

Durante la guerra della quinta coalizione, il 17 maggio 1809 i Francesi entrano a Trieste guidati dal viceré Eugenio Beauharnais. Qualche mese più tardi, il 15 ottobre, con la pace di Vienna l’Austria cede tutto il litorale a Napoleone, che crea le Province illiriche per controllare l’Austria e la penisola balcanica, come anche per ostacolare il commercio inglese. Esse comprendevano la Carinzia, la Carniola, il Goriziano, Trieste, l’Istria veneta, l’Istria asburgica, parte della Croazia e la Dalmazia.

Trieste è ora un centro commerciale delle Province illirche all’interno di un «sistema continentale» che la isola dal mare. Risente del blocco continentale ed è danneggiata dell’abolizione dei privilegi del porto franco. Inoltre Trieste è mortificata nella sua identità simbolica, perché come capitale delle Province illiriche è stata scelta Lubiana.

Alcuni decidono di abbandonare la città: gli abitanti sono 33 mila nel 1808; scendono a 26 mila nel 1812.

L’occupazione francese finisce l’8 novembre 1813, dopo la battaglia di Lipsia. Nei giorni precedenti i Francesi, asserragliati nel Castello di San Giusto, cercano di respingere l’esercito austriaco che attacca dalla terraferma e la flotta inglese che bombarda dal golfo. Le tracce di questa resistenza si vedono ancora oggi sulle facciate di alcuni edifici triestini, come nel caso del Teatro Verdi che ha delle palle di cannone francesi “incastonate” fin da quei tempi.


Bibliografia sul periodo napoleonico:


Il Prof Alessandro Barbero parla della battaglia di Waterloo, trattando in particolare le strategie belliche degli schieramenti: https://www.youtube.com/watch?v=JhvRwAPypLc&t oppure https://www.youtube.com/watch?v=XXWob8GTIvw

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