Recensione di Petronio, Un provinciale a Vienna

Recensione di Petronio, Un provinciale a Vienna

Recensione di M. Petronio, Un provinciale a Vienna: Antonio Madonizza politico e reporter, Edizioni Svevo Trieste, Trieste 1991.

Copertina di Petronio, Un provinciale a Vienna
Copertina di Petronio, Un provinciale a Vienna

Il libro, dopo una breve presentazione da parte del Presidente dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata, inizia bruscamente con la trascrizione di una porzione di lettera di Antonio Madonizza. Questo aspro esordio e la mancanza di un’introduzione, che annunci le intenzioni, il metodo e lo scopo dell’autrice, ben rappresentano la struttura dell’opera intera.

Sembra che l’autrice voglia ripercorrere la vita del Madonizza – o meglio alcune fasi della vita, perché inizia dalla fondazione della «Favilla» – ma lo fa tramite le lettere già pubblicate dal Quarantotti, senza aggiungere nuovi contenuti, senza apportare novità.
Spesso le pagine sono riempite dalla mera trascrizione delle epistole e mancano delle spiegazioni o delle considerazioni, che giustifichino tale selvaggia riproduzione, in considerazione del fatto che già esistono biografie sul Madonizza precedenti al 1991.

Il lettore è lasciato alla libera interpretazione delle lettere; molti dettagli biografici sono dati per scontati. Che senso ha trascrivere lettere già edite, se non si aggiungono degli approfondimenti, delle delucidazioni, delle spiegazioni biografiche o storiche? Il fatto che si dia per scontato che il lettore conosca già alcuni dettagli della vita del Madonizza, fa pensare che il volumetto sia rivolto a chi ha già letto i contributi precedenti: allora, qual è il senso di ricopiare parzialmente quanto è già stato edito da quelli? Tuttalpiù considerando che il Quarantotti ha già fatto un buon lavoro: nei due volumi da lui pubblicati nel 1951 e 1966 sono contenute tutte le lettere, riportate integralmente, in ordine cronologico e arricchite di note.

Per non parlare delle note, nel libro della Petronio, spalmate su più pagine, in cui con sorpresa si trova dell’ulteriore corrispondenza già edita, quando invece ci si aspetterebbe quantomeno delle esplicazioni o una bibliografia esaustiva; altre volte sembrano approfondimenti dell’autrice, ma in realtà consistono nella traduzione di testi altrui.

E finalmente, arriva – apparentemente – una facciata che sembra riempita per metà da testo composto veramente dalla Petronio; poi si legge la nota e si scopre che, in realtà, è tratto dell’introduzione storica del Quarantotti, in apertura al volume sulle lettere inviate dal Madonizza dalla Costituente austriaca.

Alle pagine 59-60 c’è soltanto il testo di una nota, iniziata a pagina 58 e srotolata fino alla 61: una nota lunga 4 pagine (vd. fotografie), che consiste nella trascrizione di una lettera! A pagina 59 ci sono ben 53 righe, che corrispondono a un quarto della nota. Ma questo è soltanto un esempio, non è l’unico caso: pagine e pagine di note. Talvolta compare un pezzo di frase iniziata un paio di facciate prima. Un libro illeggibile.

E inutile, perché è, a tutti gli effetti, una mera raccolta di epistole o di testi già editi.
Ma la bocciatura definitiva arriva quando il lettore si accorge che ci sono pure errori di trascrizione!

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