Giuseppe Passalacqua (Trieste 1797 – Berlino 1865): una nota biografica

Nel volume della rivista «Analecta papyrologica» nr. 21-22 (anni 2009-2010), Pamela Tedesco ha pubblicato il suo primo contributo scientifico, intitolato “Giuseppe Passalacqua (Trieste 1797 – Berlino 1865): una nota biografica”, tratto dalla tesi di laurea triennale.

Analecta papyrologica è una rivista di fascia A/ANVUR.

Giuseppe Passalacqua articolo
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L’articolo “Giuseppe Passalacqua (Trieste 1797 – Berlino 1865): una nota biografica” è disponibile integralmente nella Biblioteca online del Centro Papirologico “Medea Norsa”.

Il volume, in cui è incluso l’articolo su Passalacqua, è acquistabile nel sito della casa editrice.

Analecta papyrologica

Analecta papyrologica è una rivista di respiro internazionale pubblicata sotto gli auspici del “Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne” dell’Università degli Studi di Messina e dell’Accademia Fiorentina di Papirologia. Fondata nel 1989 e diretta sin dagli inizi dal professor Rosario Pintaudi, la rivista, come il titolo stesso suggerisce, si concentra principalmente su edizioni, riedizioni e studi di materiali di papirologia. Nel corso degli anni però ha ospitato un gran numero di contributi su argomenti differenti, che vanno dai reperti archeologici alle ricerche paleografiche, epigrafiche e filologiche, con una particolare attenzione alla storia della cultura classica e specialmente alla papirologia. Questa varietà di collaborazioni fa di Analecta papyrologica una rivista affermata in tutto il mondo, nonché uno strumento di ricerca indispensabile per tutti coloro che desiderano esaminare gli ultimi sviluppi scientifici sull’ Egitto greco-romano e più in generale sul patrimonio scritto dell’antichità.

Giuseppe Passalacqua

Nacque a Trieste nel febbraio 1797 (battezzato il 26), figlio del mercante Pietro Passalacqua e di Regina Marchetti. Da ragazzo, probabilmente, assistette il padre nel negozio di generi di Sicilia, che chiuse nel 1809. Successivamente continuò a svolgere l’attività di mercante, come riferisce il giornale triestino L’Osservatore Triestino: «nella sua giovinezza non fu che dedicato al commercio».
Nel 1820 abbandonò la città natia a causa di «disavventure della sua famiglia», trasferendosi in Egitto. Condusse scavi archeologici dal 1821 al 1826 in vari siti, ma principalmente presso la necropoli tebana. Particolarmente importante fu la sua scoperta di una camera sepolcrale intatta, avvenuta il 4 dicembre 1823: egli stesso ne parlò in dettaglio in un catalogo pubblicato nel 1826.
Lasciato l’Egitto, trascorse circa un anno a Parigi, dove sperava di vendere la sua collezione di antichità egizie al Louvre. La sua raccolta fu esposta nella Galleria Vivienne, che lo rese conosciuto in tutta l’Europa e gli procurò la collaborazione con diversi studiosi e scienziati, tra cui i fratelli Champollion. Durante il soggiorno parigino fece un’altra importante scoperta, particolarmente utile per la papirologia: riuscì a separare i fogli di papiro che costituivano il cartonnage, così da permetterne la lettura.
Il Louvre decise di non acquistare la sua collezione, così la vendette al re di Prussia Friedrich Wilhelm III. Nel 1828 si trasferì a Berlino, dove fu assunto come primo direttore del Museo Egizio, che fu istituito appositamente per accogliere la sua raccolta di antichità egizie. Visse a Berlino fino alla morte, avvenuta nel 1865.

Giuseppe Passalacqua (Trieste 1797 – Berlino 1865): una nota biografica

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